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Fare un buon ritratto

Catturare questo aspetto della fotografia non è così semplice. Infatti, molto spesso, tra il fotografo e il soggetto fotografato affinchè questa “magia” si avveri, occorre che tra il fotografo e il soggetto crolli quel muro che li divide. E’ necessario infatti che entrambi cedano alle convenzioni, ai divieti, alle paure insite dentro ognuno di noi e scatti una sorta di complicità della durata di pochi istanti ma che permette alle emozioni di fluire  tra essi e di potersi fissare in uno scatto fotografico. L’aspetto tecnico in questo caso, anche se non va trascurato, potrebbe passare in secondo piano. Detto questo però il fotografo, almeno per chi è alle prime armi e si avvicina alla fotografia ritrattistica, dovrebbe prendere in considerazione alcuni aspetti tecnici imprescindibili affinchè la fotografia abbia caratteristiche accettabili. Esaminiamo ora alcuni punti fondamentali per un approccio consapevole alla fotografia ritrattistica.

1 – Occhi a fuoco

Almeno all’inizio della vostra esperienza fotografica senza quindi velleità artistiche, il primo punto da prendere in considerazione è la messa fuoco degli occhi (o almeno di un occhio) del soggetto. Chi guarda un ritratto fotografico per prima cosa viene attratto dallo sguardo e quindi dagli occhi del soggetto. Per questo motivo dobbiamo porre una grande attenzione a questo aspetto che è fondamentale ed imprescindibile affinchè il ritratto abbia quella caratteristica che ci colpisce e che fa di un ritratto un ottimo ritratto. Oggi le moderne macchine digitali ci possono aiutare enormemente in questo lavoro. Infatti gli autofocus elettronici, attraverso le varie impostazioni del mirino, già prima dello scatto ci fanno vedere in anticipo il risultato finale nel monitor lcd sul retro della macchina.

Occhi a fuoco!

2 – Quale obiettivo

In generale, per un buon ritratto, è oppurtuno usare un teleobiettivo non di grandissima lunghezza ma certamente un obiettivo con una focale dai 70 mm in su. Certamente è da evitare un grandangolo in quanto il ritratto perderebbe di forza e addirittura, man mano che ci si avvicina al soggetto, potrebbero intervenire delle distorsioni del volto certamente sgradevoli. Al contrario più la lunghezza focale è elevata (ma non troppo) il viso assume una grande centralità dell’immagine lasciando allo sfondo una parte minoritaria e di contorno.

3 – Cercare la complicità

Come detto, il ritratto presuppone il tentativo di catturare una emozione, di cogliere quell’attimo di complicità tra il fotografo e il soggetto. Pertanto è molto importante, anche se per un brevissimo istante, che scatti una sorta di intimità che poi si avvertirà nell’immagine finale. Questo tentativo di avvincinamento al soggetto non sarà facile non soltanto per una possibile ritrosia del soggetto ma anche di una nostra difficoltà. Prima di scattare un ritratto, sarà utile parlare con il soggetto sia per metterlo a suo agio, sia per sciogliere quelle rigidità che, almeno all’inizio, ci sono.

Lola
Una foto che trasmette intimità colpisce sempre

4 – Utilizzare una apertura ampia

Una ampia apertura del diaframma ci consente di caratterizzare molto il nostro ritratto fotografico in quanto il volto verrà messo in grande evidenza rispetto allo spazio circostante. Occorre però porre ancora una volta molta attenzione al compromesso che ci permetterà di avere un volto quasi interamente a fuoco e uno sfondo sfuocato esaltando così il soggetto. Isolare il soggetto permetterà all’osservatore di cogliere quegli aspetti intimi, psicologici ed emozionali che abbiamo cercato di fissare nel nostro scatto.

5 – Quale sfondo scegliere

La nostra attenzione al volto potrebbe non farci valutare lo sfondo, il contorno che c’è dietro al nostro soggetto. Sottovalutare questo aspetto non è corretto. Pensate ad esempio se si intravedessero oggetti non voluti come automobili, case, alberi, altre persone che andrebbero a disturbare un ritratto di grande impatto. Nel caso, è essenziale cambiare inquadratura, spostando il soggetto e noi stessi. Attenzione anche alla del sole in esterno. Le ore del mattino e della sera offrono luci più morbide e più adatte al ritratto.

sorriso
Guarda lo sfondo

6 – Impariamo dai maestri.

Molti di noi, soltanto dopo pochi scatti, pensano di essere degli artisti. Prima di questo sarà bene guardare ai grandi maestri non solo fotografi, ma anche ai grandi pittori ad esempio. Grandi ritrattisti che con le loro opere hanno tracciato dei percorsi che hanno attraversato i secoli. Da essi potremmo trarre molti suggerimenti, suggestioni, insegnamenti che poi potremo utilizzare nei nostri scatti, filtrati dalla nostra sensibilità e formazione. Sono convinto che questo aspetto è più importante di tutti gli altri perchè solto così troveremo la nostra strada il modo corretto di lavorare.

 

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tutte le foto © ermanno braghiroli 2019 - 271 views

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